Anche la Siria in fiamme: la reazione nervosa di Assad (VIDEO)

Un incendio più piccolo e contenuto di quello libico, almeno per adesso, ma pur sempre distruttivo. Dall’inizio di febbraio il

Bashar al-Assad
Bashar al-Assad

contagio delle rivolte nordafricane (cartina del Sole 24 ORE) è arrivato anche in Siria e si sono verificate piccole manifestazioni che incitavano a riforme democratiche, miglioramenti economici e sociali e all’abolizione dello stato di emergenza, in vigore nel Paese da ben 48 anni. I raduni sembrano essere sempre controllati tranquillamente e non rappresentano un reale problema per il regime baahtista del presidente Bashar al-Assad. Ma quando il 6 marzo vengono arrestati dei ragazzi nella città di Daraa, in Siria meridionale e vicinissima al confine giordano e israeliano, solo per aver scritto su un muro slogan contro il regime, la tensione sale fino alle stelle. Da circa una settimana a Daraa si registrano scontri e violenze tra i manifestanti e le forze di sicurezza, le quali non perdono tempo ad intervenire duramente, spesso sparando sulla folla.

Proprio oggi un corteo di circa 20mila persone ha seguito i funerali delle nove vittime degli scontri di ieri. I manifestanti hanno intonato cori come “Dio, Siria, Libertà. Il sangue dei martiri non sarà versato invano!” Ma anche e soprattutto: “I siriani onorevoli non si rifanno all’Iran o a Hezbollah!” Una critica diretta alla politica estera di Damasco e alle ingerenze estere, ma anche un segnale preciso per chi, come il regime di Assad, sostiene che la scintilla rivoluzionaria è stata accesa fuori dalla Siria: “Parti straniere diffondono menzogne e aizzano i residenti contro lo Stato.” Sostiene Assad tramite l’agenzia statale Sana e accusa un milione di SMS provenienti dall’estero, soprattutto da Israele, di aver fomentato i rivoltosi. I responsabili dei disordini a Daraa sarebbero “una banda armata di forestieri”, i quali, oltretutto, avrebbero usato dei “bambini, precedentemente rapiri, per proteggersi” nella moschea di al-Omari, epicentro degli scontri dei giorni passati.

I morti tra i civili negli scontri con le forze di sicurezza, purtroppo, sono già troppi per far sì che il regime riesca a mascherare le azioni della sua polizia. Mentre sul numero ufficiale delle vittime le voci sono numerose e discordanti, dall’ospedale cittadino di Daraa arriva una notizia ben precisa riferita stamattina dalla Reuters: 25 cadaveri sono stati trasportati “alle 17.00 [ora locale, ndr] di ieri. Avevano tutti fori di proiettile”.

La condanna alla gestione delle sommosse arriva unanime dal mondo occidentale. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon chiede “un’indagine trasparente” sugli avvenimenti. Da Londra il ministro degli Esteri William Hague fa sapere di aver “richiamato i governanti siriani al rispetto delle proteste pacifiche del loro popolo e di mettere in pratica le sue legittime rivendicazioni”. Il portavoce del Ministero degli Esteri di Parigi, Bernard Valero, ha dichiarato che anche la “Francia ha chiesto alla Siria di mantenere i propri impegni internazionali in merito ai diritti umani […] in particolare la libertà di espressione e di opinione”. E ha ribadito anch’egli la necessità da parte di Assad di mettere in atto serie riforme politiche. Più accomodante e premuroso è stato invece il consiglio di uno dei recenti nuovi amici della Siria, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, il quale, dalle pagine del quotidiano turco Hurriyet, dichiara: “Gli ho detto [ad Assad, ndr] di ricavare una lezione da quanto accade nella regione: dovrebbe trovare una soluzione diversa, avvicinandosi al proprio popolo con un atteggiamento democratico”.

Intanto, però, sull’homepage del gruppo di FacebookThe Syrian Revolution 2011”, seguito da circa 75mila persone, si legge della proclamazione “in tutte le regioni della Siria per sostenere la rivoluzione di Daraa” di un “venerdì della gloria”.

Questa settimana è iniziata molto male per la Siria, a questo punto chissà come finirà.

About these ads
Comments
2 Responses to “Anche la Siria in fiamme: la reazione nervosa di Assad (VIDEO)”
Trackback
Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] mese le sommosse iniziate nella città meridionale di Daraa si sono allargate anche al resto del Paese, causando, secondo le stime di Amnesty International, [...]

  2. [...] mese le sommosse iniziate nella città meridionale di Daraa si sono allargate anche al resto del Paese, causando, secondo le stime di Amnesty International, [...]



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: