Aggiornamento streaming dalla Libia: Frattini cerca la collaborazione tedesca

Continua l’avanzata dei ribelli in Libia. Dopo aver riconquistato Adjabiya e Brega, i ribelli libici putano dritti verso al-Bisher: la cittadina, situata a circa 30 chilometri più a ovest è il punto intermedio che separa i rivoltosi da Sirte, città natale di Muammar Gheddafi. In queste ore di difficoltà, non stupisce l’ennesima richiesta libica di “cessate il fuoco”, giunta tramite la bocca di Mussa Ibrahim, portavoce del governo: “Stanotte i raid aerei continuano a pieno ritmo. Stiamo perdendo molte vite, soldati e civili”. L’esponente governativo ha espresso la necessità di un vertice del Consiglio di sicurezza dell’Onu. È innegabile che l’intervento aereo, ma chi osava dubitarne, spostasse l’ago della bilancia a favore dei ribelli. La coalizione dei volenterosi ha continuato i rai anche in notturna distruggendo cinque aerei e due elicotteri delle truppe lealiste.

A questo punto, c’è chi guarda con apprensione alla questione diplomatica da affrontare nel momento in cui l’intervento militare sarà terminato. Il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini è impegnato da giorni a trovare contatti per tentare di risolvere la crisi senza, però, farsi scavalcare dal duo Sarkozy-Cameron. Frattini ha parlato anche di un piano che porti a un esilio forzato per Gheddafi, sottolineando che, dopo che l’intera comunità internazionale ha definito il Colonnello come un interlocutore inaccettabile, è impossibile prenderne in considerazione una permanenza al potere. La possibilità dell’esilio, invece, sembra fattibile e ha trovato l’appoggio dell’Unione africana. Tutte le possibilità verranno messe sul piatto martedì a Londra, al meeting tra i ministri degli Esteri della coalizione dei volenterosi. La vera speranza di Frattini, però, è quella di poter richiamare in causa la Germania, in questo momento su posizioni assolutamente opposte a quelle franco-inglesi, e grazie alla quale la proposta italiana otterrebbe sicuramente maggior peso. Tra i punti certi della probabile proposta italo-tedesca ci saranno sicuramente: il “cessate il fuoco” sotto il controllo dell’Onu, il dialogo con le varie tribù libiche che compongono la realtà locale e un corridoio umanitario permanente che funga da sostegno e soccorso, al quale l’Italia sta lavorando con l’appoggio della Turchia.

Segui la diretta streaming su Al Jazeera English

 

 

 

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