Libia: l’Italia tagliata fuori? Il messaggio di Obama (VIDEO)

Ora chiedete al ministro della Difesa La Russa se questa non è un’esclusione. L’Italia è stata messa fuori causa nel coordinamento internazionale riguardante la crisi in Libia. Si è tenuto, infatti, ieri pomeriggio un vertice tra il presidente Obama, Sarkozy, il premier Cameron e, l’astenuta Merkel. Una sorta di meeting in piccolo che le quattro potenze hanno deciso di intraprendere ieri in videoconferenza in attesa della riunione, che inizia oggi i suoi lavori, per discutere le possibili soluzioni politiche alla guerra. Nessun invito per il nostro premier Berlusconi, tanto meno per il ministro degli Esteri Frattini, il nostro uomo politico che sta seguendo con maggiore attenzione tutta la questione.

Giusto ieri, uno dei Paesi nostri “alleati” nella battaglia diplomatica, la Turchia di Erdogan, si era proposta come intermediario tra il regime di Gheddafi e i ribelli. Intanto, Francia e Inghilterra rilanciavano a gran voce il loro piano: riconoscere pienamente il Consiglio di transizione di Bengasi e lasciare che siano loro a occuparsi del passaggio di potere, previe elezioni, per giungere a un potere democratico che controlli l’intero territorio libico. L’Italia, dopo aver parlato più volte di accordo italo-tedesco, è stata messa da parte, per ora, dalla Germania stessa che ha deciso di riprendere il dialogo con gli attori forti della coalizione dei volenterosi. In questo momento, però, l’unica amicizia salda è quella franco-inglese e questo ne rafforza la posizione di leadership nella gestione politica della situazione: “Una soluzione duratura può essere solo politica e decisa dal popolo libico. Ecco perché il processo che comincia domani a Londra è importante”. Così hanno scritto i due leader dopo il mini-vertice di ieri.

Il meeting di Londra, cui partecipano i ministri degli esteri e i rappresentanti di quasi quaranta Paesi e organizzazioni sovranazionali, ruota intorno al Consiglio nazionale di transizione gestito dai ribelli a Bengasi, considerato l’unico interlocutore politico in Libia. Anche il Qatar, primo Paese arabo, ha riconosciuto il Consiglio come “l’unico rappresentante del popolo libico”, affermazione, a oggi, fatta solo dalla Francia e dal Parlamento europeo, anche se, nel caso di quest’ultimo, nessuno se n’era accorto.

Nella notte Barack Obama ha parlato alla nazione tramite un comunicato video in cui ha parlato chiaramente di “mondo migliore senza Gheddafi”. Ma anche specificato, facendo paragoni con la missione in Iraq, che ampliare la missione militare per favorire il cambio di regime sarebbe un errore. Un errore da non ripetere.

 

 

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