Libia: defezioni a Tripoli, l’impasse militare e lo strappo tedesco

 

Libya Airstrikes by Bbc

Dall’Inghilterra arriva un’inaspettata notizia che sembra segnare le sorti del regime di Muammar Gheddafi: secondo il quotidiano britannico The Guardian, Mohammed Ismail, un emissario di Saif al-Islam, figlio riformista del rais, sarebbe a Londra per dei colloqui segreti che dovrebbero definire una exit strategy per la crisi. Le alte sfere di Tripoli sembrano, infatti, essere arrivate al tracollo finale e si iniziano a contare numerose e importanti defezioni. A Londra si era già rifugiato in settimana l’ex ministro degli Esteri libico Mussa Kussa, mentre l’ex ambasciatore di Tripoli presso l’Onu, Alì Abdessalam Treki, ha fatto sapere di non voler più lavorare per il regime.

“Crediamo che il regime si stia sgretolando dall’interno”. Queste le parole di Mustafa Gheriani, portavoce dell’opposizione, che riporta Arab News da Bengasi. Se le parole di Gheriani sembrano ottimistiche, il campo di battaglia lo è di meno. I ribelli stanno continuando a combattere sul fronte tra Ajdabiya e Brega, con il supporto dei raid della coalizione che sfiancano le truppe terrestri di Gheddafi, ma senza la forza necessaria per sfondare ed assicurarsi stabilmente la strategica città petrolifera di Brega, né stabilire una valida testa di ponte verso Tripoli a Misurata.

Da queste valutazioni militari derivano le numerose voci che sostengono un intervento attivo sul territorio da parte della coalizione – eventualità per lo più mal vista – o comunque un costante rifornimento di armi per i ribelli. A questo proposito, oltre al segretario della Difesa Usa, Robert Gates, il quale ha raffreddato gli animi su una possibile fornitura di armi, anche il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha ribadito la netta contrarietà di Berlino all’intervento militare.

La situazione in Libia non può essere risolta con mezzi militari […] Si può avere solo una soluzione politica e noi dobbiamo mettere in piedi un processo politico. Questo dovrà iniziare con un cessate il fuoco rispettato da Gehddafi”.

 

Guido Westerwelle
Guido Westerwelle

Le parole di Westerwelle, pronunciate durante la sua visita in Cina, sono state accolte favorevolmente da Pechino e Mosca, le quali, con Brasilia, Nuova Delhi e proprio Berlino,  rappresentano il gruppo degli astenuti di lusso durante la votazione all’Onu per l’attuazione della no-fly zone in Libia.

Intanto lunedì prossimo l’inviato del Consiglio nazionale transitorio Ali al-Isawi sarà incontrato a Roma dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, il quale si trova sempre più in difficoltà sia sul fronte italiano (il premier Berlusconi sembra più interessato a Lampedusa e ai suoi processi che agli alleati transatlantici), sia su quello internazionale dove l’Italia sembra essere stata tirata fuori da tutte le stanze dei bottoni e, spesso, sbeffeggiata, com’è successo sabato scorso proprio a Frattini di fronte ai microfoni della Bbc.

About these ads
Comments
One Response to “Libia: defezioni a Tripoli, l’impasse militare e lo strappo tedesco”
Trackback
Guarda cosa dicono gli altri...


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: