Costa d’Avorio: nuove truppe francesi dopo gli omicidi di Duékoué

Nuove truppe francesi sono state inviate in Costa d’Avorio. I rinforzi sono stati mandati ad Abidjan, principale città del Paese africano, e ne hanno assunto il controllo dell’aeroporto. Un portavoce dei militari francesi ha dichiarato che c’era una situazione di vuoto nella sicurezza della stazione aeroportuale dato che le forze fedeli a Laurent Gbagbo pare abbiano cambiato bandiera.

Continuano, quindi, i combattimenti tra le forze di Gbagbo e i sostenitori del suo rivale, il presidente riconosciuto dalle Nazioni

Il primo ministro ivoriano Alassane Ouattara

Unite, Alassane Ouattara. La città di Abidjan, pro-Gbagbo, ha invitato le persone a mobilitarsi contro quella che è stata definita “l’occupazione francese” tramite la stazione televisiva locale. Le forze di Ouattara, intanto, hanno imposto il coprifuoco cittadino e aumentato la sorveglianza intorno al palazzo presidenziale. Hamadoun Toure, portavoce dell’Onu, ha infatti dichiarato alla BBC di aver udito spari nei pressi del palazzo, aggiungendo, inoltre, che la situazione del Paese resta molto tesa.

Le nuove truppe francesi contano 300 soldati e vanno ad aggiungersi alle altre presenti per un totale di 1400 soldati francesi presenti sul territorio ivoriano. Il controllo dell’aeroporto era stato garantito da alcuni dispiegamenti dell’Onu già da venerdì scorso, ma i francesi hanno giustificato questa mossa sostenendo che fosse l’unico modo per permette la riapertura dell’aeroporto stesso e la ripresa delle rotte aeree. Parole che provengono direttamente dal portavoce del ministero della Difesa francese, Thierry Burkhard: “L’obiettivo del rinforzo era quello di prendere il controllo sopra l’aeroporto, operazione condotta anche in coordinamento con la missione delle Nazioni Unite, per consentire la riapertura di questo aeroporto civile per le compagnie aeree e voli militari”. Burkhard ha aggiunto, inoltre, che l’azione francese è stata dettata essenzialmente in termini di protezione verso cittadini francesi, minacciati dall’azione dei saccheggiatori che vengono naturalmente fuori in queste situazioni di guerra civile.

La televisione di stato ivoriana, controllata da Gbagbo, ha accusato le truppe francesi, indicandole come se fossero in procinto di dar vita a un genocidio simile a quello del Ruanda del 1994. Nicolas Sarkozy per tutta risposta, ha convocato una riunione di gabinetto per discutere della crisi in Costa d’Avorio.

Già da sabato scorso, colpi di artiglieria pesante sono stati uditi ad Abidjan, in cui le due parti in gioco stanno combattendo per accaparrarsi i luoghi logistici più importanti: il palazzo presidenziale, la sede della tv di stato e la base militare di Agban. Quattro soldati dell’Onu sono stati gravemente feriti quando le forze speciali di Gbagbo hanno lanciato una granata contro un veicolo blindato delle Nazioni Unite. Nell’ovest del Paese, invece, imperversano feroci battaglie tra le milizie rivali e gruppi etnici. Sabato scorso, l’agenzia di aiuti della Caritas ha dichiarato che alcuni membri del loro staff avrebbero ritrovato centinaia di corpi di persone, forse anche un migliaio, nella città di Duékoué. Gli omicidi sarebbero avvenuti tra il 27 e il 29 marzo nel quartiere di Carrefour, controllato da combattenti fedeli a Ouattara: “La Caritas non sa chi è stato responsabile per l’uccisione, ma un’indagine seria deve esser fatta per stabilire la verità”, dice Patrick Nicholson dell’Associated Press.  Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha reso noto che il bilancio delle vittime si attesta sulle 800 persone, mentre l’Onu ha segnalato che 330 sono state uccise in seguito alla ripresa di Duékoué da parte di Ouattara, oramai quasi totalmente sotto il controllo delle sue milizie. Secondo Sidiki Konate, portavoce del governo Ouattara, alcune persone sono state uccise negli scontri tra le due parti dei giorni scorsi, ma ha negato qualsiasi uccisione deliberata di sostenitori di Gbagbo. Uccisione deliberata è una perifrasi della parola “esecuzione”. Secondo alcuni inviati della Croce Rossa la quantità e la brutalità degli omicidi è stata addirittura shockante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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