Libia: le posizioni di Lega araba e Unione africana
Questa settimana è stata segnata dal vertice di Londra che ha segnato la scelta definitiva della comunità internazionale verso la questione libica. I rappresentanti di oltre 40 Paesi hanno concordato su un linea comune: il colonnello Gheddafi deve lasciare il Paese. Ci si è impegnati, inoltre, a stabilire un contatto con il Comitato dei ribelli di Bengasi per iniziare il discorso sul futuro della Libia. Le riunioni di questo gruppo di contatto si terranno in Qatar, uno dei due Stati arabi che è intervenuto direttamente nell’operazione militare, insieme agli Emirati Arabi Uniti, e che da subito ha cercato di recitare un ruolo importante in tutta la questione.
Il problema è che pare non esserci grande comunione d’intenti nella comunità araba: gli altri Stati dell’area, infatti, hanno deciso
di mantenere un basso profilo e questo per vari motivi: la vicinanza esistente con il regime di Gheddafi e il timore di finire nel mirino delle grandi potenze. A prescindere dai motivi, comunque, sono solo sette i Paesi della Lega araba che hanno partecipato alla conferenza di Londra, rispetto ai 24 totali che la compongono. Per il Qatar ha partecipato il primo ministro Hamad bin Jassim al Thani, un uomo che ci ha messo la faccia dichiarando in tv: “La fine del regime di Gheddafi è vicina”. Una sicurezza, forse esagerata, ma che segue la linea delle posizioni prese da tutti i partecipanti del vertice.
Non mancano le preoccupazioni anche per i leader africani. Il terrore, infatti, è che se l’operazione militare in Libia si dovesse allungare, una guerra civile lunga e logorante potrebbe destabilizzare l’intera regione del Sahel, cioè quella fascia di territorio prevalentemente desertico, situata subito a sud della Libia e che tocca tutti gli Stati africani dall’oceano Atlantico al corno d’Africa. La rivolta in Libia e la susseguente azione militare dei “volenterosi” hanno distrutto il particolare sistema di governo gheddaffiano basato sull’assenza di reali istituzioni. La politica del Colonnello nei confronti di questi Paesi sono state sempre costruite sull’assistenza finanziaria e una certa solidarietà di tipo ideologico, se di ideologia si può parlare in riferimento a certi regimi che reggono diversi Stati africani. Il raìs, d’altronde, si è comportato con i
vicini africani sfruttando la sua ricchezza energetica e di risorse e, secondo alcuni dati, pare che siano undici i Paesi, o forse i reggenti di cui sopra, che abbiano tratto beneficio dalla sua nobiltà d’animo.
In questo momento, il territorio libico è per gran parte senza una guida politica e la situazione che più mette in apprensione è quella dell’area meridionale libica. Niger, Ciad e Sudan controllano costantemente, infatti, alcune città del sud che fungono da basi per ribelli armati che agiscono nei loro territori e questo perché, dopo che Gheddafi ha deciso di fornire armi a chiunque combattesse per la sua causa, molti di questi gruppi armati sono riusciti a rifornirsi facilmente di materiale bellico. I mercenari al soldo del Colonnello provengono da Ciad, Burkina Faso, Mauritania e, pare, anche dal Darfur. L’accordo tra le due parti è semplice: combattere per Gheddafi e poi tenersi le armi per farci quello che meglio credono. Evidente, quindi, che i Paesi del Sahel non vedano di buon occhio un procrastinarsi troppo della crisi.
Chi non ha partecipato, per ragioni diplomatiche, è il Consiglio nazionale di transizione di Bengasi, ma non è mancato l’intervento di Mahmoud Jabril, l’incaricato agli affari esteri del Consiglio. Jabril si è oramai proposto come futura figura di spicco nella diplomazia libica del dopo Gheddafi e l’incontro con i rappresentati degli esteri di Usa, Francia e Inghilterra, è un pieno segnale che porta in questa direzione.
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4 Responses to “Libia: le posizioni di Lega araba e Unione africana”Trackback
Guarda cosa dicono gli altri...-
[...] via http://wobserver.wordpress.com/2011/04/03/libia-le-posizioni-di-lega-araba-e-unione-africana/ AKPC_IDS += "30013,";Popularity: unranked [?] Posted by admin on aprile 3rd, 2011 Tags: Politica Share | [...]
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[...] scelta è stata dettata, principalmente, dalla volontà di non porsi in totale antagonismo con la Lega araba e l’Unione africana che spinsero parecchio per far si che la risoluzione venisse [...]









per l´economia italiana senza il petrolio di Gheddafi ci saranno grandi guai.
pero magari si riuscira a guaradare alla propria storia con un po piu di onesta:
http://strage80bologna.wordpress.com/
Si, certamente l’economia italiana non ne risentirà in positivo. Puoi trovare diversi articoli sul blog al riguardo:
http://wobserver.wordpress.com/2011/03/20/litalia-festeggia-con-la-guerra-e-ora-che-si-fa-prima-parte/
Di certo l’amicizia italo-libica e i legami tra diverse nostre imprese e il regime del Colonnello oramai è finita. Vedremo chi mangerà sul piatto libico alla fine della guerra. La domanda è se ci sarà ancora qualcosa da mangiare, soprattutto qualora la guerra civile si debba protrarre troppo.