Il “nuovo inizio” di Obama

Era stata annunciata nei giorni scorsi e oggi è puntualmente arrivata: l’ufficialità della candidatura di Brack Obama per un secondo mandato è stata comunicata agli elettori da Twitter, dalla pagina di Facebook del presidente e da milioni di sms. Dallo “Yes, We Can” si è passati al “It Begins With Us” (Tutto comincia da noi), titolo del video che dal suo sito ufficiale (barackobama.com) ha lanciato la candidatura dell’ex senatore dell’Illinois e attuale 44esimo presidente degli Stati Uniti.

Usando le parole dell’inviato di Repubblica a New York, Federico Rampini: “E’ un momento non facile dal punto di vista

Gabinetto Obama
Meeting del Gabinetto di Obama del 20 aprile 2009

internazionale […] Viceversa è un momento abbastanza positivo per il presidente sulla situazione economica interna”. Già, perché la candidatura di Obama è arrivata pochi giorni dopo l’annuncio della creazione di 216mila nuovi posti di lavoro e in un periodo di forte crescita economica e un buon andamento di Wall Street. Non poteva che iniziare così, dunque, la nuova rincorsa alle presidenziali di Obama: proprio come nel 2008 si puntò al cambiamento (quel “Change” ripetuto fino all’esasperazione) rispetto agli estenuanti mandati di George W. Bush, oggi il primo presidente nero degli Usa si ricandida in un’altra congiuntura storica che vede un nuovo inizio nell’uscita dalla crisi e nella ridefinizione della politica estera americana.

Ma sulle spalle di Obama, non al massimo della popolarità in questo momento (il 42 percento degli americani lo appoggia, mentre il 48 percento lo critica), già pesa un confronto con la campagna elettorale di tre anni fa: allora si parlava di cambiamento, oggi si parla di inizio. Intanto i cittadini americani ritrovano a chiedersi cosa dovrà iniziare e, soprattutto, se qualcosa è davvero cambiato. Basta guardare i nomi dei collaboratori vecchi e nuovi del presidente degli Stati Uniti per capire che l’uomo nuovo è circondato da vecchie ombre.

Il Generale David Petraeus, già Comandante di Divisione nel 2003 in Iraq, dove poi assumerà il ruolo di Capo delle Forze

Il Gabinetto di guerra di Obama

Armate Statunitensi, è stato chiamato da Obama a sostituire Stanley McChrystal alla guida della missione ISAF in Afghanistan. Robert Gates, che sostituì Donald Rumsfeld come Segretario alla Difesa di Bush, viene confermato nel ruolo con la nuova amministrazione. Hillary Clinton, ex candidata democratica, che lasciò il posto a Obama dopo delle tempestose primarie tra i due, ma che verrà proposta e assunta come Segretario di Stato. L’esperto 68enne cattolico Joseph Biden (che votò a sfavore per la prima Guerra del Golfo, ma a favore per la seconda), anch’egli candidato alle primarie democratiche e anch’egli assunto come vice-presidente. Timothy Geithner, Segretario al Tesoro, economista e banchiere, più volte aspramente criticato per la gestione della crisi da premi Nobel per l’economia come Paul Krugman e Joseph Stiglitz. William Daley, attuale Capo di Gabinetto della Casa Bianca dopo Rahm Emanuel, reduce dell’amministrazione Clinton (nella quale fu Segretario al Commercio), avvocato e anch’egli ex banchiere della JPMorgan Chase.

Ma a scatenare critiche vecchie e nuove sui reali obiettivi politici di Obama è la sua amicizia e ammirazione per Zbigniew Brzezinski, il quale fu consigliere politico di Jimmy Carter e membro della Commissione Trilaterale. Questa organizzazione è presieduta da alcuni tra i più influenti uomini politici e d’affari degli Stati Uniti (David Rockefeller e Henry Kissinger su tutti) e conduce delle forti azioni lobbistiche sulla politica estera della Casa Bianca. Con particolare predilezione per i democratici, la Commissione Trilaterale è stata più volte accusata di manovrare Barack Obama (il quale si è laureato proprio con Brzezinski) in funzione di una politica estera che miri a limitare l’espansione dell’influenza, politica ed economica, di Cina e Russia. Anche se queste teorie sono state tacciate più volte di “cospirazionismo”, le critiche giunte ad Obama hanno seriamente danneggiato l’immagine di uomo nuovo che il presidente era riuscito a ritagliarsi.

La candidatura di Obama, insomma, si presenta al grande elettorato come un’ovvia novità. Ma colui che nel 2008 diceva di voler portare il cambiamento, la novità e tante riforme (ricordando quella sanitaria, riuscita a metà se non meno, e quella su Wall Street, definita da più parti “all’acqua di rose”), dovrà oggi correre contro il suo nemico più pericoloso: Barack Obama e i suoi collaboratori.

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  2. [...] via http://wobserver.wordpress.com/2011/04/04/il-nuovo-inizio-di-obama/ AKPC_IDS += "30105,";Popularity: unranked [?] Posted by admin on aprile 4th, 2011 Tags: Politica Share | [...]



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