L’Egitto riapre il valico di Rafah e da Israele non tutti storcono il naso

Una cartina che mostra il dettaglio del valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza

Dopo quattro anni di blocco, ieri l’Egitto ha concesso ad alcune centinaia di palestinesi la possibilità di attraversare il confine che separa il Paese dalla Striscia di Gaza. Dopo le prima aperture degli ultimi mesi, ieri è stato concesso l’attraversamento a 410 persone, tutti giovani uomini, che hanno varcato intorno alle 17, ora locale, il valico di Rafah. La grande felicità dei palestinesi ha sopperito all’assenza di una cerimonia pubblica forse necessaria per celebrare questo traguardo.

La giunta militare che guida l’Egitto dopo la caduta di Mubarak ha annunciato da una settimana che avrebbe riaperto il passaggio, considerato la principale porta d’uscita verso il mondo per oltre un milione e mezzo di palestinesi residenti nella Striscia di Gaza. Dopo che il gruppo militante di Hamas ha preso il controllo di questi territori nel 2007, Israele ha bloccato i confini e l’Egitto ha chiuso il valico di Rafah, aperto con misure limitate solo un anno fa dopo il raid degli israeliani su una flottiglia di soccorso turca diretta a Gaza. Sino a oggi, i palestinesi per attraversare la frontiera hanno avuto bisogno di permessi speciali, concessi, per lo più, a studenti e a persone con esigenze mediche.

Dal Cairo si è deciso di mantenere uno stretto controllo del confine, soprattutto, per rispondere alle preoccupazioni di Israele secondo cui i militanti palestinesi potrebbero contrabbandare armi nell’enclave costiera e farle poi arrivare sul suolo egiziano riportando, così, anche lì in auge l’attività militante. La destituzione di Hosni Mubarak, però, ha cambiato i rapporti tra il nuovo potere costituito e i palestinesi: fondamentale potrebbe esser stata una manifestazione, tra le tante avvenute prima della caduta di Mubarak, in cui alcuni cittadini egiziani hanno mostrato il loro sostegno ai palestinesi.

Questo fattore non deve essere passato inosservato alla giunta militare che sta guidando ad interim il Paese, la quale ha cercato subito di agire in modo da placare qualsiasi forma di rancore verso il potere da parte della società civile. I funzionari egiziani hanno dichiarato che l’apertura della frontiera è uno dei risultati ottenuti in seguito al patto di riconciliazione tra le due fazioni rivali palestinesi di Fatah e Hamas, al quale l’Egitto ha partecipato in veste di mediatore. Proprio la riapertura del passaggio è stato un incentivo messo sul piatto dalle autorità egiziane per convincere Hamas a firmare l’accordo.

L’apertura del valico sarà attiva per un numero maggiore di ore giornaliere e saranno rimossi i limiti al numero di persone giornaliere che attraversano la frontiera. Inoltre, i visti saranno limitati solo agli uomini di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Una limitazione, l’unica, che non dovrebbe influenzare il passaggio di merci che ora, invece, passano solo attraverso i punti d’accesso controllati da Israele, il quale, ovviamente, ha imposto un divieto totale di esportazione.

Proprio da Israele si è levata qualche voce di dissenso riguardo l’apertura del valico di Rafah: dei funzionari, infatti, hanno sostenuto che Hamas potrebbe utilizzare a suo vantaggio questa situazione per contrabbandare missili e altre armi che, in questo momento a detta di Israele, riescono a penetrare nella Striscia di Gaza tramite una rete di gallerie. L’allarme giunge in primis dal vice premier israeliano, Silvan Shalom, il quale ha dichiarato in un’intervista radiofonica: “Se il passaggio è aperto senza sorveglianza,  questo consentirà il trasferimento di armi, esplosivi e forniture di denaro per i terroristi direttamente dall’estero, così come agenti sovversivi iraniani e di al Qaeda”.

Diverso il parere di altri esponenti israeliani che, invece, hanno visto nella riapertura del valico di Rafah un vantaggio per Israele: con la nuova apertura di questa frontiera, infatti, la pressione internazionale per revocare il blocco della Striscia di Gaza potrebbe allentarsi. Da questo punto di vista sono chiare le parole di Giora Eiland, ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano: “Il mondo intero afferma che Gaza è sotto assedio e la colpa è di Israele. Ora, con questo atto, gli egiziani e Hamas stanno dicendo che ciò non è vero: Gaza non è sotto assedio, la traversata del confine è aperta. Questo, dal punto di vista diplomatico è un grande vantaggio per Israele”. Sincero, bisogna dirlo, molto sincero.

 

About these ads
Comments
3 Responses to “L’Egitto riapre il valico di Rafah e da Israele non tutti storcono il naso”
Trackback
Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] il riposizionamento dei confini, e, ultimo cronologicamente, il dissenso in parte mostrato per la riapertura del valico di Rafah. Attenzione, però, il fatto che Israele non parli non vuol dire che non sia interessato: i destini [...]

  2. [...] riconsiderare la decisione di partire per Gaza in riferimento anche agli sviluppi conseguenti alla riapertura del valico di Rafah e alla riappacificazione tra Hamas e Fatah in Palestina. Per la prima volta il governo ha suggerito [...]

  3. [...] fine: il soldato Gilad Shalit è stato consegnato alle autorità egiziane al valico di Rafah - riaperto in seguito alla caduta di Hosni Mubarak - e poi preso in custodia da ufficiali israeliani, mentre Tel Aviv ha aperto le sue carceri a 477 [...]



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: