Vertice Ue: niente accordo tra i 27, ecco l’Europa a due velocità
Undici ore di discussione, ma nessun accordo. La prima sessione del Consiglio europeo di Bruxelles ha messo in mostra la profonda divisione tra i Paesi membri, incapaci di trovare un punto di incontro per risolvere e arginare la crisi dell’euro. La riunione è iniziata ieri sera intorno alle 20 con una cena informale tra i vari leader, e si è conclusa alle 5 del mattino.
Ben 23 Paesi, tra cui risultano tutti i facenti parti dei 17 che costituiscono l’Eurozona, hanno siglato una nuova intesa intergovernativa, detta “fiscal compact”, che sarà di compendio al Trattato Ue. Questo accordo riunirà in sé una serie di direttive economiche rivolte agli Stati contraenti in termini finanziari, ma anche tutte le nuove regole di bilancio scaturite dall’accordo tra Francia e Germania. È stato, quindi, concordato un punto d’incontro sui bilanci nelle rispettive costituzioni: nel caso in cui il deficit di bilancio dovesse superare il 3% del Pil, il Paese che trasgredirà questo dettame verrà sanzionato automaticamente, a meno che una maggioranza qualificata del Consiglio, o tre quarti degli Stati membri non votino contro.
Non parteciperanno all’iniziativa dei 23 il Regno Unito e l’Ungheria che hanno seccamente rifiutato la proposta. Diversa la situazione di Repubblica Ceca e Svezia che non hanno ottenuto il benestare dei rispettivi parlamenti per negoziare un nuovo trattato.
Le richieste britanniche sono state ritenute assolutamente inaccettabili per gli altri Stati membri e le istituzioni europee: il premier, David Cameron, ha parlato di opt-out, ossia una richiesta di non partecipazione alla nuova struttura comune, ipotizzando un diritto di veto sulle norme Ue riguardanti il mercato dei servizi finanziari. Il risultato di questa strategia è stato, evidentemente, controproducente per la Gran Bretagna, che esce da questa fase del meeting senza aver ottenuto nulla e ancora più al di fuori del circolo decisionale che muove l’Unione europea.
“Noi non rinunceremo mai alla nostra sovranità”, così ha dichiarato il primo ministro britannico in una conferenza stampa stamattina. Secondo Cameron, il rifiuto di Londra di partecipare alla riforma dei trattati dell’Ue è stata una “decisione difficile ma buona” e che ha contribuito a tutelare gli interessi del suo Paese: “Se non si riescono a contenere gli eccessi all’interno di un Trattato, meglio restarne fuori. Ciò che è uscito dal summit Ue non era nell’interesse della Gran Bretagna, quindi non l’ho accettato. Non potevo presentare questo nuovo trattato al nostro parlamento”.
Dura la replica del presidente francese Nicolas Sarkozy: “Se oggi è nata un’Europa a due velocità è colpa della Gran Bretegna. Non abbiamo trovato un accordo sulla modifica dei trattati a 27 a causa delle condizioni inaccettabili” proposte dal premier inglese Cameron.
Al termine del vertice, tra le dichiarazioni ufficiali degne di nota, ci sono anche quelle del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi: ”E’ un risultato molto buono per l’Eurozona. E’ la base per un buon patto sulle regole di bilancio, con più disciplina nella politica economica dei paesi dell’euro”. Ovviamente, continua Draghi, tutte le decisioni prese in questo vertice “devono essere ancora precisate nei dettagli e attuate, c’è ancora del lavoro da fare”.
La riunione dei capi di Stato e governo è ripresa stamattina alle 8.30, ora in cui inizierà la cerimonia per la firma del Trattato di adesione della Croazia all’Ue. La questione del “fiscal compact”, però, non è terminata e altri temi riguardanti la crisi andranno affrontati nella giornata di oggi: il potenziamento del Fondo Efsf salva-Stati, l’eventuale entrata in funzione anticipata al 2012 del nuovo fondo permanente di salvataggio, l’Esm, e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale.








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Guarda cosa dicono gli altri...[...] Il presidente croato Josipovic ha definito “il successo della Croazia” come un “successo per tutta l’Unione”. Josipovic, riguardo la questione della sovranità è stato chiaro: “La Croazia non sta cedendo una parte della propria sovranità”, sottolineando, anzi, che in un momento di crisi come quello attuale, tutti “abbiamo bisogno di più Europa”. Dichiarazioni in totale contrasto con quelle del premier britannico David Cameron, che nel vertice di stanotte, ha fatto saltare ogni intesa europea sul salvataggio del…. [...]