Siria, leader CNS in visita alla Farnesina: “Pressioni sulla Russia per fermare Assad”

Il leader del CNS Burhan Ghalioun

Da International Business Times

Il leader del Consiglio Nazionale Siriano (CNS), Burhn Ghalioun, ha incontrato oggi il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi. Alla Farnesina i due hanno parlato della situazione nel Paese mediorientale e delle necessarie pressioni internazionali sul regime di Bashar al-Assad per bloccare le violenze. “L’Italia – ha detto Terzi – continuerà a perseguire un’azione di facilitazione all’Onu per una risoluzione del Consiglio di sicurezza che chiarisca erga omnes questa impostazione di pressione economica sul regime”. La necessità primaria è quella di garantire dei corridoi umanitari per dare assistenza ai civili, ma la loro apertura è “un problema complesso per lo spiegamento di forze del regime”, sostiene il ministro degli Esteri italiano, il quale ribadisce la necessità di portare in Siria gli osservatori della Lega Araba, una mossa che potrebbe portare ad “una prima stabilizzazione in alcune zone” che favorirebbero l’accesso umanitario. Intanto il capo del CNS, Burhn Ghalioun, dà le cifre di quella che sembra essere sempre di più una guerra civile e parla di circa diecimila morti, ventimila scomparsi e 60-70 mila arrestati. Ghalioun si è poi appellato ai leader della “comunità internazionale, l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti e la Lega Araba” perché facciano di più per convincere la Russia  a non bloccare “ogni possibilità di sanzioni contro il regime siriano”. L’Onu, secondo Ghalioun “è responsabile per la protezione della popolazione siriana. Non c’è una guerra civile in Siria, ma un regime dittatoriale che cerca di reprimere il suo popolo e per ottenere successo mette le varie comunità una contro l’altra”.

Manifestante contro Assad

In Siria, intanto, sono morti ieri due bambini, assieme ad almeno altre 24 persone, a causa del continuo e violento scontro tra le forze di sicurezza di Assad e i gruppi dissidenti. Questo riporta il quotidiano britannico The Independent. La situazione in Siria sembra precipitare velocemente verso una guerra civile. Dall’opposizione del CNS arrivano inviti nei confronti dei militari a disertare per evitare ennesime violenze ed ulteriori vittime. Il leader del CNS, Burhn Ghalioun, ha dichiarato: “Siamo preoccupati che tutto precipiti in una guerra civile che opporrà un esercito libero e un esercito ufficiale, l’uno contro l’altro”. Dello stesso avviso è anche l’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’Onu, Navi Pillay: “Sto tentando di avvisare il mondo che più ci saranno disertori tra le forze di sicurezza e più tutto ciò può trasformarsi in una vera e propria guerra civile”. Una situazione che ricorda tristemente quella libica di qualche mese fa.

Il regime di Bashar al-Assad è oramai isolato dal resto del mondo. La Turchia, tempo addietro buona amica, ha annunciato ieri pubblicamente, tramite il suo ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu: “La Turchia non ha alcun desiderio di interferire negli affari interni degli altri paesi, ma se la sicurezza regionale fosse messa in pericolo, allora non ci si potrebbe permettere il lusso di restare semplicemente a guardare”. Dai bollettini del CNS, intanto, arrivano continue denunce alle violazioni dei diritti umani e ai piani del regime siriano per affogare nel sangue il moto rivoluzionario che sta contagiando sempre più regioni del Paese. Si legge nell’ultimo bollettino: “I piani per ripetere il massacro di Homs del 1982 sono stati confermati. Nelle ultime due settimane il regime ha armato tutti i quartieri alawiti, portando centinaia di carri armati e unità corazzate e scavando tunnel intorno ai quartieri in rivolta. In molti ritengono che i tunnel siano stati riempiti con gas e materiale tossico per creare una barriera dalla quale non si possa scappare, ma questo non è stato ancora confermato”.

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One Response to “Siria, leader CNS in visita alla Farnesina: “Pressioni sulla Russia per fermare Assad””
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Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] firma di ieri al Cairo è probabilmente il massimo che ci si poteva aspettare, oltre alle sanzioni, in termini di sforzi internazionali. Damasco ha firmato seguendo i consigli di Iraq e Cina e, in particolar modo, le pressioni della [...]



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