La diretta televisiva di Putin: voto incontestabile, manifestazioni legittime e un’accusa diretta agli Usa
Nella campagna che ha preceduto le elezioni parlamentari dello scorso 4 dicembre, Vladimir Putin scelse di non partecipare a nessun dibattito elettorale. Oggi, però, il premier ha deciso di non mancare al suo appuntamento con l’annuale linea diretta televisiva con la popolazione. Putin non si poteva tirare indietro dopo la vittoria risicata all’ultima tornata elettorale e le proteste che hanno coinvolto l’intera Federazione russa riguardo l’illegittimità del voto.
L’evento televisivo di oggi si ripete da dieci anni e coinvolge tre importanti emittenti televisive e tre canali radiofonici. Come precisato dal portavoce Dmitrij Peskov, la linea diretta non ha limiti di tempo. Ogni anno, infatti, Putin ha battuto il record precedente: nel 2010 ha risposto a 88 domande, superando le quattro ore e 26 minuti di diretta. Gran parte degli interrogativi, in questa edizione, riguardano temi sociali come le pensioni, la sanità, l’assistenza medica e, ovviamente, le ultime controverse elezioni legislative e le conseguenti proteste.
La diretta è partita con una stoccata del premier: “E’ normale che la gente esprima le proprie opinioni per quanto siano nell’ambito della legge, mi piace che i giovani esprimano attivamente le proprie opinioni. Se questo è il risultato del regime di Putin, allora sono contento”. A metà tra l’ironico e il provocatorio, così Putin ha aperto il suo dibattito televisivo: “Onestamente, quando ho visto sullo schermo che alcuni avevano il nastrino appuntato, inizialmente ho pensato che fosse propaganda della lotta contro l’Aids e che queste cose, chiedo scusa, fossero preservativi”.
Il politico russo ha chiarito che “l’opposizione vuole sempre prendere il potere, usa ogni possibilità per criticare e accusare”. Il punto su cui ha battuto il tasto più volte, infatti, è stata la legittimità del popolo di protestare che spesso, però, verrebbe manipolata. Il capo del governo ha detto di essere d’accordo con “le proteste nell’ambito della legalità, va bene essere in disaccordo con il potere, non sempre prendiamo decisioni giusto e adeguate”. Il problema, secondo Putin però, è il tentativo continuo di “intromettersi” in queste manifestazioni da parte dell’opposizione, colpevole anche di condizionare i giovani: “Degli studenti hanno ricevuto piccole somme” per protestare e organizzare i cortei di dimostranti.
Con queste dichiarazioni, il premier ha cercato di porsi dalla parte popolare, auspicando anche per il futuro delle dimostrazioni di dissenso: “Spero che sarà così anche in futuro, ho visto molti giovani attivi tra i manifestanti e questo mi rallegra”. Putin ha però condannato ogni tentativo di “destabilizzazione della società”, facendo l’esempio della Rivoluzione arancione in Ucraina, un evento, a suo giudizio, negativo e che ha sconvolto politicamente la vicina Kiev. “Le elezioni sono indiscutibili e riflettono realisticamente la situazione politica nel Paese”.
Nonostante le voci che nei giorni scorsi parlavano di possibili dimissioni per il premier nel periodo della campagna elettorale presidenziale del marzo prossimo, oggi, sempre tramite Dmitrij Peskov, è giunta la smentita. A riferirlo è l’agenzia Ria Novosti, alla quale il portavoce di Putin ha negato, inoltre, l’intenzione di Dmitrj Medvedev, attuale presidente della Federazione russa, di dimettersi per consentire al capo del governo di diventare presidente ad interim. Una situazione del genere avrebbe favorito nettamente Putin, in grado così di condurre la propria campagna elettorale da una posizione di maggiore forza e visibilità. “L’opposizione dirà di non andare a votare perché le elezioni sono truccate” ha detto Putin in tv, promettendo che questo non succederà e che nessuno voterà per qualcun altro: “Andate a votare, il risultato dipende da voi”.
Proprio in riferimento alla lotta per l’elezione presidenziale, Putin ha rilasciato nel corso della diretta alcune dichiarazioni riguardo l’ex ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin. Grande amico del premier, con il quale condivide gran parte della propria carriera politica, Kudrin era stato silurato da Medvedev dopo una serie di vicissitudini riguardanti il futuro politico di entrambi in vista della candidatura proprio di Putin alle presidenziali. Secondo il premier, Kudrin, verrà reinserito nel futuro governo, anche se esistono delle divergenze “non di principio” con lui. Putin lo ha definito un “amico che continua a far parte della sua squadra”.
Putin chiude parlando di politica estera, puntando il dito contro gli Stati Uniti, anche se non in maniera diretta: “C’è chi vuole mettere in disparte la Russia perché non gli impedisca di dominare nel mondo”. Una risposta indirizzata alle parole del senatore statunitense John McCain, che aveva indicato per Putin una fine simile a quella di Muammar Gheddafi. “Temono il nostro potenziale nucleare”, ha continuato il capo del governo, aggiungendo, però, che “abbiamo comunque più amici che nemici nel mondo”.
Proprio gli Usa, peraltro, secondo il politico russo, sono coinvolti nella morte di Gheddafi: “Dei droni, in particolare americani, hanno attaccato la colonna di auto, poi con le loro radio, tramite le forze speciali che non avevano nulla da fare laggiù, hanno fatto arrivare la sedicente opposizione e i combattenti che l’hanno eliminato senza processo”.
Nel corso della linea diretta, Putin ha proposto che per fugare ogni dubbio su eventuali brogli elettorali e manipolazioni del voto si potrebbe installare un web cam per ogni seggio, attiva 24 ore su 24, così da poter dare legittimità alle operazioni concernenti la votazione e lo spoglio delle schede.








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