Pakistan: riunione dei vertici militari scuote il Paese e fa temere il golpe

Il premier pachistano Gilani e il comandante dell'esercito Kayani - Cbs News

Da International Business Times Italia

La riunione dei vertici militari pachistani di oggi sta provocando a Islamabad, e non solo, una concreta preoccupazione per il futuro del governo civile, quello di Yusuf Raza Gilani, che, contro ogni aspettativa in Pakistan, vorrebbe portare a termine il suo mandato. La decisione di ieri, proprio da parte di Gilani, di sollevare dal suo incarico il segretario generale della Difesa, Khalid Naeem Lodhi, ha causato un’ulteriore spaccatura tra il governo e i militari, che si sentono sempre più assediati e attaccati. Nella giornata di ieri era circolata anche la voce delle possibili dimissioni da parte del presidente della repubblica, Asif Ali Zardari, poi velocemente smentite, ma la situazione sembra degenerare a grande velocità. Lo stesso premier Gilani ha rilasciato di recente un’intervista ad un’agenzia cinese in cui sosteneva l’anticostituzionalità delle azioni del comandante dell’esercito pachistano, Ashfaq Pervez Kayani, e del capo dei servizi segreti, Shuja Pasha, mentre proprio ieri dai militari è arrivato un inquietante monito al governo, reo di sostenere “accuse ingiuste” che possono generare “conseguenze potenzialmente gravi per il Paese”.

Secondo il quotidiano indiano The Times of India, il comandante dell’esercito Kayani avrebbe riunito il suo gabinetto a Rawalpindi – centro urbano poco a sud della capitale e sede del quartier generale dell’esercito – per parlare, con tutta probabilità proprio del futuro politico del Paese. Anche se un portavoce dell’esercito non ha voluto rilasciare alla stampa alcuna dichiarazione riguardo i precisi argomenti del colloquio, sembra oramai chiaro che in Pakistan la crisi di fiducia tra governo civile e vertici militari, servizi segreti e corte costituzionale è oramai arrivata ad un punto morto, difficilmente sanabile. Molti analisti sostengono che il governo e i militari siano in totale rotta di collisione e che il licenziamento del segretario alla Difesa Lodhi sia solo l’ultimo tassello di un quadro oramai in rovina.

Una situazione questa che si trascina, in realtà, da parecchio tempo e prende le mosse soprattutto dal blitz americano ad Abbottabad del maggio scorso per uccidere Osama Bin Laden. Già prima di questa operazione i rapporti tra i militari pachistani e Washington – di conseguenza con il governo civile di Islamabad, decisamente orientato verso politiche filo-americane – erano oltremodo complicati. Le numerose incursioni prima fisiche (operazioni militari nelle province settentrionali pachistane), poi robotiche (tramite i droni che hanno compiuto innumerevoli attacchi soprattutto nella regione tribale del Waziristan) da parte degli americani sul territorio pachistano avevano portato i militari a condannare ripetutamente le violazioni di Washington. Quando l’esercito americano è arrivato a programmare e poi eseguire una missione come quella di Abbottabad, che difficilmente può non essere considerata un’eliminazione fisica di un preciso obiettivo, sul suolo pachistano e senza avvisare le autorità locali, la situazione è degenerata. A Washington è arrivata nell’ottobre scorso una nota non firmata, ma consegnata dall’ambasciatore pachistano Husain Haqqani, poi dimessosi, in cui il governo di Islamabad avrebbe chiesto aiuto agli Stati Uniti per prevenire ogni possibilità di un golpe perpetrato proprio dai militari. Questa vicenda, che è stata definita come “Memogate”, ha segnato definitivamente il rapporto, già in equilibrio precario, tra il governo civile e i vertici militari, coinvolgendo direttamente anche gli Stati Uniti, per i quali, nei loro progetti centro asiatici, in particolar modo quelli afghani, un Pakistan stabile e alleato è di fondamentale importanza.

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One Response to “Pakistan: riunione dei vertici militari scuote il Paese e fa temere il golpe”
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Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] in cui il governo chiederà di votare una risoluzione che sostenga l’esecutivo civile di fronte agli attacchi della Corte Suprema e dei potenti vertici militari. La lotta per il potere in Pakistan continua a rimanere accesa, coinvolgendo, stavolta, [...]



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