Elezioni Usa: Gingrich è l’anti Romney, ma deve convincere ancora di essere l’uomo giusto contro Obama

Newt Gingrich dopo la vittoria in South Carolina - Da reddogreport.com

Da International Business Times Italia

Newton Leroy Gingrich è l’uomo del momento per i repubblicani, nel bene e nel male. Dopo la recente e schiacciante vittoria alle primarie in South Carolina – con il 40,4% dei voti ha battuto il favorito Mitt Romney di ben 13 punti – l’ex speaker della Camera ha dato prova di voler e poter rappresentare il cuore passionale dei repubblicani. Alla sede del comitato “Newt2012” ne sono convinti e scommettono sul fatto che Romney non sia in grado di entusiasmare le folle come Gingrich e che in un dibattito faccia a faccia con il presidente Barack Obama, l’ex governatore del Massachusetts andrebbe in difficoltà. Gingrich ha già fatto sapere, in caso raggiunga la nomination repubblicana, che chiederebbe a Obama di affrontarlo in sette dibattiti da tre ore l’uno. Il candidato conservatore rappresenta, infatti, la frangia meno diplomatica e più passionale dei repubblicani d’America. Vicino ai Tea Party e pronto ad affrontare a viso aperto l’intera Washington – lo ha dimostrato negli anni ‘90 da speaker della Camera contrastando duramente la politica presidenziale – Gingrich sembra realmente poter rendere la vita impossibile a Romney, il quale vanta un supporto maggiore tra le alte sfere del GOP (Grand Old Party) e un budget per la campagna elettorale di circa 30 milioni di dollari in più. “Abbiamo idee e sostenitori – ha affermato Gingrich durante il discorso tenuto dopo la vittoria in South Carolina – e abbiamo dimostrato che il potere della gente con le idee giuste sconfigge i grandi capitali”. Queste le parole di sfida del 68enne repubblicano, rivolte al tempo stesso sia a Romney che a Obama.

La copertina di Time con Gingrich "Persona dell'anno" - Da ilpost.it

Gingrich nasce ad Harrisburg, in Pennsylvania, nel 1943 da una madre adolescente che lo lascia poi in adozione ad un militare. Impegnato costantemente con il partito Repubblicano, raggiunge il suo apice nel 1994 quando viene eletto speaker della Camera dei Rappresentanti in seguito alle elezioni che diedero al GOP la maggioranza durante il mandato presidenziale del democratico Bill Clinton. Gingrich si guadagna la copertina di Time nel 1995 come “Person of the year” per aver guidato la cosiddetta Rivoluzione Repubblicana e presentato il suo Contratto con l’America (poi ripreso dall’ex premier italiano Silvio Berlusconi), nel quale esponeva in dettaglio il programma politico dei conservatori. Con Clinton alla presidenza l’azione politica di Gingrich portò a un blocco del governo sulla questione del bilancio e la sua battaglia sull’impeachment dell’allora presidente democratico fu condita da una contemporanea liaison extraconiugale, tuttora argomento di critica nei suoi confronti. La sua vita privata (tre matrimoni e due divorzi) e il suo complesso rapporto con la religione (ha cambiato tre confessioni durante la sua vita: luterano, battista, infine cattolico) sono i principali temi sui quali Gingrich è stato attaccato, trovando spesso difficoltà a riportare l’attenzione degli elettori sulla sua principale forza, quella di essere un uomo con delle idee e di avere la forza e la passione per urlare a gran voce. Il problema è che all’interno dello stesso partito Repubblicano la sua vivacità politica e capacità di attirare consensi hanno creato a Gingrich non pochi nemici. Tra i più accaniti c’è Chris Christie, popolare governatore del New Jersey, il quale, dopo i risultati in South Carolina, ha ricordato che a Gingrich “fu tolta la leadership dai suoi stessi colleghi e poi gli fu imposta una multa di 300mila dollari per violazioni del regolamento etico del Congresso”, definendolo infine “un imbarazzo per il partito”. Sebbena abbia ricevuto il sostegno del ritirato governatore del Texas, Rick Perry, come detto, difficilmente le idee di Gingrich incontreranno i favori delle alte sfere del GOP, anche se la base dei conservatori americani può essere contesa e la sua vittoria nelle ultime primarie lo ha dimostrato. L’appello con il quale ha concluso il suo discorso per celebrare i risultati della South Carolina ne è un chiaro esempio: “Barack Obama è il presidente più pericoloso della nostra vita. Va fermato. Altri quattro anni alla Casa Bianca esalterebbero il suo radicalismo. Una prospettiva che mi fa paura. Dobbiamo essere uniti per evitare tutto ciò. Io sono l’uomo giusto”. I suoi attacchi contro l’attuale presidente degli Stati Uniti hanno sempre dato da scrivere a tutti i giornali. Lo scorso dicembre Gingrich è arrivato a definire “inventato” il popolo palestinese, ad attaccare Obama per la sua debole politica mediorientale, soprattutto per quanto riguarda il terrorismo islamico e a paragonare la sua politica con l’Iran a quella di appeasement che fu propria del premier inglese Neville Chamberlain negli anni ’30 nei confronti della Germania nazista. Parole aggressive e feroci, lontane dalla moderatezza del suo principale rivale, il moderato e ricco Romney, ma altrettanto lontane da alcune tematiche fondamentali per la politica estera americana. La crisi europea e i rapporti con Cina e Russia lasciano ampio spazio alla centrale “battaglia a lungo termine contro il radicalismo islamico” e alla “mancanza di una strategia unitaria di difesa” per gli Usa.

La prossima votazione si terrà in Florida il 31 gennaio e rappresenterà per Newt Gingrich un reale banco di prova. Se in South Carolina la sua retorica ultra conservatrice ha incontrato il favore di una fascia di elettori più inclini agli estremismi, nello Stato delle Everglade la maggiore organizzazione e capacità finanziaria di Romney potrebbero rappresentare una sicurezza per l’ex governatore del Massachusetts. Con 50 delegati in palio e quasi nove milioni di elettori la Florida è un passo fondamentale per entrambi: Gingrich ha bisogno di stupire ancora, mentre Romney deve confermarsi come nome forte e scrollarsi di dosso la recente batosta. Prima del super martedì del 6 marzo – in cui si voterà in dieci Stati contemporaneamente – Gingrich dovrà riuscire a far credere alla base repubblicana di essere davvero lui la vera anima dei conservatori d’America, lontana dalle logiche di Washington, dalla finanza speculatrice e dai governi che vogliono mettere troppa mano in casa del privato cittadino. “Non farò una campagna repubblicana – ha ammesso dopo la vittoria in South Carolina – Ma una campagna americana contro il disastro Obama”.

Comments
One Response to “Elezioni Usa: Gingrich è l’anti Romney, ma deve convincere ancora di essere l’uomo giusto contro Obama”
Trackback
Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] Archiviato in Americhe, News · Taggato con elezioni Usa 2012, Florida, Larry Sabato, Mitt Romney, Newt Gingrich, primarie ← Elezioni Usa: Gingrich è l’anti Romney, ma deve convincere ancora di essere l’uomo giust… [...]



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: