Grecia, niente accordo tra le parti sociali. Juncker: “Rischio default entro due mesi”

Il premier greco, Lucas Papademos

Puoi leggere questo articolo anche su IBTimes-Italia.

Cinque ore di vertice e nessun risultato, o quasi. La situazione della Grecia è in bilico dopo il mancato accordo tra le parti sociali nella riunione di ieri. Il premier Lucas Papademos ha dichiarato che è stata raggiunta un’intesa di massima, ma tante sono ancore le questioni insolute. Il governo greco è chiamato in queste ore ad accettare le nuove misure di austerità imposte dall’Unione europea, una decisione che potrebbe condizionare pesantemente le elezioni parlamentari previste per il prossimo aprile. Allo stesso tempo, però, Atene è vincolata dalle condizioni imposte da Bruxelles per poter sbloccare il nuovo prestito da 130 miliardi di euro.

Le proposte giunte dalla troika, composta dall’Ue, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea, non hanno incontrato il pieno appoggio dei tre principali partiti politici greci. “I leader dei partiti hanno raggiunto un accordo sui punti base del piano proposto dalla troika che prevede tagli alla spesa per l’1,5 del Pil nel 2012”, queste le parole del premier Papademos. Fonti interne al Pasok, il partito socialista, spiegano, però, che sono troppe le tematiche che “restano irrisolte”. I negoziati continueranno oggi, in vista del vertice dei ministri delle Finanze europei che si dovrebbe tenere nel fine settimana. Le riforme sono un punto cruciale per la conferma della Grecia nell’unione monetaria, senza dimenticare, però, una manovra di ristrutturazione del debito per i creditori privati.

Papademos al momento si trova tra due fuochi: i creditori internazionali che richiedono nuove misure di austerity, abbinate a una riforma del mercato del lavoro da un lato, e i partiti politici incerti sugli effetti che queste scelte potrebbero avere sull’economia del Paese dall’altro. Il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, ha specificato ieri l’importanza di un accordo tra le parti, tenuto conto che Atene se gli aiuti non arriveranno entro metà marzo rischia il default. A confermarlo è stato anche Jean-Claude Juncker in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel ha dichiarato che la Grecia potrebbe fallire entro due mesi se Atene non metterà in atto le riforme promesse. In quel caso, secondo il presidente dell’Eurogruppo, sarebbe difficile attendersi “gesti di solidarietà” da parte degli altri Stati membri.

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