Iran: stop all’export di petrolio verso l’Ue, sostegno a Russia e Cina

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Il parlamento iraniano si è dichiarato pronto a tagliare sin da subito le esportazioni di petrolio verso l’Europa. Ad annunciarlo è stato il presidente del Majlis, l’Assemblea consultiva, Ali Larijani. Secondo le parole di quest’ultimo, riportate dall’agenzia Fars, ci sarebbe un progetto di legge al riguardo su cui si sta lavorando da giorni. “I parlamentari hanno ormai una visione precisa della questione” ha dichiarato Larijani che ora sta aspettando il rapporto della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera, prima di poter procedere. “È necessario dare una risposta adeguata alle poche sagge opinioni europee sul petrolio iraniano” ha concluso il presidente. Ieri un gruppo di studenti si è riunito di fronte al parlamento per manifestare e chiedere il varo della misura.

Non si è fatta attendere, intanto, la risposta iraniana alle nuove sanzioni provenienti da Washington nella giornata di ieri. Nel corso della sua conferenza stampa settimanale, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Rahim Mehmanparast, ha dichiarato che le rinnovate misure sono da ritenersi “ostili”, ma come tutte le sanzioni occidentali contro il Paese non avranno alcun effetto sulla capacità di progredire e perseguire il proprio programma nucleare. Ieri, infatti, il presidente statunitense, Barack Obama, ha firmato un ordine esecutivo che consente alle banche americane di congelare ogni bene riconducibile al governo iraniano. La motivazione di questo provvedimento è stata indentificata in una serie di “pratiche fuorvianti della Banca centrale dell’Iran e di altre banche iraniane per celare transazioni” con entità coinvolte da precedenti sanzioni.

Il portavoce Mehmanparast ha affermato nel corso dell’incontro con la stampa, che le sanzioni occidentali vanno avanti troppo tempo: “Non c’è nulla di nuovo, è la stessa cosa che si ripete da oltre 30 anni”, e hanno l’intento “di fermare il progresso del popolo iraniano”. Non per questo, però, “otterranno il loro scopo”, ma anzi agevoleranno una “crescita più veloce dell’Iran”. Secondo il delegato, la nuova manovra finanziaria risulta, quindi, totalmente inefficace e si può ricondurre a “una guerra psicologica” cui il popolo iraniano saprà rispondere nel corso delle grandi manifestazioni che coinvolgeranno il Paese nella ricorrenza dell’11 febbraio, anniversario della rivoluzione del 1979.

Mehmanparast ha riservato uno spazio della conferenza anche alla questione siriana, appoggiando le scelte di Russia e Cina. A suo dire, il veto dei due Paesi è stata un’azione “responsabile” contro le misure “unilaterali” prese “erroneamente” dalle altre potenze contro il governo di Bashar al-Assad. D’altronde, la scelta di Mosca e Pechino deriva dalla volontà di prevenire “l’interferenza di altre nazioni” nella politica di Damasco, un’attività che mira “a difendere la sicurezza” di Israele. Il portavoce ha sostenuto la politica del presidente Assad e le sue riforme atte a contrastare l’azione di “gruppi armati” che istigano le violenze, invitando la Turchia a rivedere la propria posizione, per “creare un clima adatto ai colloqui e non interferire”.

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One Response to “Iran: stop all’export di petrolio verso l’Ue, sostegno a Russia e Cina”
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Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] pressioni cinesi non sono del tutto disinteressate. Pechino importa dall’Iran circa il 20% del suo petrolio e un inasprimento delle sanzioni internazionali contro il regime di Teheran potrebbe minacciare [...]



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