Che faccio? Emigro?

2 DICEMBRE 2011

SYDNEY

Luigi Di Martino ci presenta la nuova rubrica di World Observer, intitolata: “Che faccio? Emigro?”. Luigi, dopo aver trascorso a Roma il periodo universitario, ha deciso di partire verso una terra lontana da noi, l’Australia, senza né piani né progetti, ma solo con la voglia di fare una nuova esperienza.

I Sentieri si costruiscono viaggiando.

Franz Kafka

Circa sei mesi fa mi sono laureato, ho fatto un po’ di colloqui per stage sottopagati o non pagati e mi è stato proposto di investire quantità enormi di denaro in master con brochure dai colori accattivanti. Devo ammettere che ci stavo per cascare: io amo le brochure. Tutto questo prima di capire che, prima di avventurarmi in qualsiasi esperienza lavorativa, dovevo eliminare il mio tallone d’Achille: l’Inglese. Allora ricomincio a collezionare altre brochure: Inghilterra, Irlanda, Stati Uniti, Canada e infine, nelle ultime pagine dei depliant italiani, l’Australia. Bene: l’Inghilterra era vicina e l’inglese era quello “giusto”. L’Irlanda era economica e c’era il famoso “cielo” cantato dalla Mannoia. Gli Stati Uniti erano sfiziosi e seducenti. Il Canada era triste (non me ne vogliano i canadesi). E infine l’Australia era nelle ultime pagine, troppo lontane, le pagine, per uno pigro come me. Ma nella vita molto spesso è il destino a decidere per noi. Quello che cercavo non era solo imparare l’inglese ma anche dare una svolta alla mia vita divenuta alquanto stagnante.

Nel frattempo un mio carissimo amico (un fratello) organizzava il suo matrimonio in Australia, un appuntamento a cui non avrei mai potuto mancare. In quel momento l’illuminazione: scappare in Australia, senza nessun motivo logico a parte quello di studiare inglese insieme ai canguri e ai koala in una terra lontanissima. Così, senza pensarci troppo, ho chiuso tutte le pratiche aperte a Roma, dove ho passato sette anni stupendi della mia vita, ho salutato i miei genitori in Sicilia e lo scorso settembre ho iniziato questa nuova esperienza australiana che non so dove mi porterà. Ed ora eccomi qui nel mio appartamentino a Sydney a scrivere per voi e per mia futura memoria questi appunti di viaggio.

Partire: espiazione degli errori passati, occasione per farne di nuovi nella speranza che un giorno si possa trovare un luogo in cui si possa vivere bene con sé stessi e con quello che ci circonda. In Italia il mio entusiasmo venticinquenne si era spento. Per me ora inizia una nuova vita che non so quanto durerà, ma che avrò il piacere di condividere con voi se avrete la pazienza di leggere queste pagine di un siciliano a Sydney. Semplicemente una vecchia storia che si ripete.

27 DICEMBRE 2011

SYDNEY

Quando si arriva in un nuovo paese la prima cosa che balza agli occhi è il tenore di vita. Una volta arrivati all’aeroporto (quello di Sydney stranamente non dà la giusta presentazione della città) si imbocca immediatamente una strada o si prende un treno per raggiungere la propria destinazione. Attraverso le infrastrutture di un paese si può capire quanto ricco o quanto povero esso sia. Nella mia vita ho visto autostrade, viadotti, treni ad alta velocità e gallerie in diverse parti del mondo, avendo avuto la fortuna di viaggiare. Ma mai mi era capitato di vedere tutte le infrastrutture tipiche di una nazione ricca con l’aggiunta di un particolare non da poco: l’arredamento. Nei circa 12 mila chilometri quadrati di territorio della città di Sydney tutte le strade, eccetto quelle per uso residenziale, sono almeno a due corsie. Ma non basta: accanto è sempre collocata una pista ciclabile con un’aiuola fiorita o un prato, naturalmente con l’erba appena tagliata. Mattonelle piú o meno costose fanno da contorno a strade della periferia ovest di Sydney che servono al massimo qualche migliaio di residenti al giorno, volendo essere ottimisti. Puntualissime linee di metropolitana leggera servono costantemente fino alle ore tarde i diversi “suburbs”, mentre gentilissimi conducenti d’autobus ti accompagnano nei piccoli percorsi. Vi chiederete, é il paradiso? No, perché non c’é paradiso in terra. Ma voglio condividere con voi le prime informazioni che qualsiasi turista appena arrivato ha la possibilità cogliere facilmente.

Chi vi scrive, poi, non è un appassionato di macchine né un intenditore. Tuttavia anche a me è saltato subito all’occhio la quantità di fuori strada e macchine costose in giro per le strade.

Altro indicatore di ricchezza: i negozi. Dal più grande al più piccolo sono tutti pieni, mentre i centri commerciali non sono solo luoghi per fare shopping ma fungono anche da centro città e da erogatori di servizi, primo fra tutti quelli sanitari. L’economia australiana gira a vista d’occhio e subito si ci accorge che è forte il potere di acquisto.

Aprire un conto in banca è semplice anche per i non residenti come me: basta scegliere la propria banca ed entrare con il proprio passaporto in mano. Nel giro di dieci minuti il vostro conto sarà aperto senza nessun costo, anzi una buona percentuale di interessi sui vostri depositi vi sarà addebitata a fine mese. Le file in banca non esistono per il semplice fatto che non c’è bisogno di andarci: qualsiasi operazione può essere fatta via internet dal tuo cellulare senza costi o file. Al contrario i servizi allo sportello sono un salasso, proprio perché puoi fare praticamente tutto comodamente a casa.

La burocrazia è snella e veloce. Usa internet per quasi tutti i servizi e la posta per inviare i documenti necessari, senza inutili code o perdite di tempo. Ad esempio io ho inoltrato la pratica via internet per il mio tax number (necessario per lavorare in qualsiasi settore) e nel giro di due giorni ho ricevuto tutto il necessario direttamente a casa. Stessa cosa per la Medicare (la nostra tessera sanitaria): ho presentato senza incontrare code i documenti necessari in uno dei migliaia di centri (tutti all’interno dei numerosi shopping center) e nel giro di tre giorni la mia card era nella mia casella di posta (molto probabilmente tre giorni solo perché controllo la mia casella di posta una volta a settimana).

Caro lettore, ti vedo già con la valigia in mano. Capisco che l’entusiasmo del mio racconto, dal quale traspaiono le mie impressioni positive, ti stia facendo venire voglia di lasciare l’Italia. Ma ti consiglio di aspettare i miei prossimi racconti per partire con le informazioni giuste, per valutare insieme a me pro e contro della scelta Australiana.

Comments
5 Responses to “Che faccio? Emigro?”
  1. alfonso conserva scrive:

    Carissimo Luigi,per puro caso mi e’ capitato di leggere questa tua rubrica e ne sono rimasto affascinato!!!
    Da tanto tempo sogno di visitare l’australia ma soprattutto Sidney,purtroppo il lavoro e la famiglia non mi hanno dato a tutt’oggi questa possibilita’!
    La tua descrizione mi ha confermato quanto immaginavo di questo bel paese che sicuramente avra’ anche i suoi lati negativi,ma gia’ il fatto che la burocrazia e’ molto snella e i servizi pubblici funzionano,basta ed avanza!
    Il mio lavoro(faccio il Direttore d’Albergo)mi ha fatto incontrare parecchi cittadini Australiani e figli di emigrati
    Italiani che mi hanno parlato di questa tetra,come un vero
    “eden”,ma vorrei avere se ti e’ possibile piu’ notizie,tipo se e’ difficile trovare lavoro,se e’ difficile trovare casa e trasferirsi,come e’ il clima nei vari mesi dell’anno,ecc.ecc.

    Ps:anch’io ho seri problemi con la lingua inglese e nonostante i miei 51 anni,mi piacerebbe colmsre questa grande lacuna.
    Come penso avrai capito,sono stufo di vivere in questo inferno d’ ITALIA!!!
    Ti ringrazio anticipatamente per una cortese risposta e ti saluto cordialmente,buon soggiorno

    Alfonso CONSERVA

    • Gentilissimo Alfonso, ti ringrazio per avermi scritto. Innanzitutto, per onestà devo dirti che l’ostacolo più grande nel tuo caso è sicuramente l’età: infatti il governo australiano sconsiglia l’immigrazione in Australia ai maggiori di 45 anni. Tuttavia, una cosa è fondamentale e potrebbe aiutare a superare tutti gli ostacoli: la volontà e la caparbietà di andare e rimanere li. Potrai trarre molte informazioni dai seguenti siti: http://www.italiansinfuga.com http://italiani-in-australia.blogspirit.com http://www.trasferirsiaustralia.com . Infine ti invito a prendere in considerazione per eventuali visti o permessi solo ed esclusivamente il sito dell’Immigration Australia, che è la vera Bibbia e l’unico sito davvero affidabile per ottenere il visto e conoscere i tipi e le condizioni: http://www.immi.gov.au . Buona fortuna.

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