Diario Cinese
SHENZHEN
Salve a tutti i lettori.
Il mio nome è Luca D’Amore, architetto e scrittore romano di 24 anni da poco trasferitosi nel profondo oriente per esercitare la professione presso lo studio FLVR di Shenzhen nella Cina del sud. Sarò, per chi vorrà leggermi, un oblò sul mondo orientale una sorta di star-gate intercontinentale che collega due realtà tremendamente diverse ma accomunate da ricchezza, bellezza e frenesia.
Poche settimane mi hanno già fornito un bagaglio enorme di esperienze, disavventure, immagini, profumi e sapori che difficilmente potrò esaurire in pochi articoli.
“Cosa ci fa un appena laureato in Cina?, quali sono gli ostacoli che impediscono l’interscambio di cultura con l’Italia? E’ davvero differente il lavoro fuori dal nostro territorio e come veniamo visti noi italiani in estremo oriente? Come si presenta una città straniera e poco abituata ai tratti occidentali agli occhi di un giovane neo-laureato?” un torrente di domande affolla la mia mente e le pagine del mio Moleskine che straripando con ritmi non constanti produce testi e scritti. Il materiale qui pubblicato lo trovate anche sul mio sito personale www.lucadamore.it
Con questo blog io porto dietro tutta la mia avventura, conservandola impressa ed indelebile.
Siate i benvenuti e sentitevi liberi di lasciare ogni eventuale commento.
Ci incontreremo nella lettura.
Luca D’Amore
Shenzhen e il superamento dei Blocchi internet
Shenzhen H22.57 13/XI/11
Nonostante i blocchi internet cinesi sono riuscito a trovare un modo per poter navigare liberamente e diffondere le mie tracce sul web
Impatto un pò traumatico lo ammetto.
Si aggiungono alle stranezze legate alla fantomatica data del mio volo l’interno e il piano del mio appartamento: 11A 11.
Viaggio abbastanza comodo con Lufthansa anche se il cibo lasciava un po’ a desiderare; un “pretzel” enorme col burro, il pranzo, e un misto tra cucina grassa tedesca e soia asiatica. Dopo aver controllato quattro volte i passaporti per entrare in Cina da Hong Kong con un bus si arriva a Huanggang (il cui nome è diverso in cantonese…e mi stavo perdendo) e poi si entra a Shenzhen con 20 minuti di tragitto comodo in pullman.
Vivo all’11° piano di una torre…qui è tutto fatto di torri il paesaggio, però a differenza di altre parti popolose della Cina, il pieno è intervallato da un bel vuoto verde che aiuta a non sentirsi persi e alienati.
E’ stato strano uscire in T-shirt alle 8pm e andare a bere a “Coco park” una birra in pieno novembre.
Molto particolari le persone che nel supermercato ti offrono campioni gratuiti di tutto: ieri ho provato una bevanda stranissima incolore ma con pepite piccolissime nere/grigie… pensavo fossero semi di qualche frutto esotico ma probabilmente non lo erano…
Pare che le carte di credito non vadano bene; accettano tutti i tipi…visa…mastercard ecc ma le carte devono avere un bollino stile “Cinese D.O.C.”, quindi mi toccherà aprire un conto qui.
Ikea ovviamente è sbarcato anche nel sud della Cina, l’edificio è sempre lo stesso, stessi i percorsi e prodotti ma estremamente caratteristico il reparto notte/salone con divani e letti compresi di cinesi dormienti. Ahahaha
Esperimento carbonara direi abbastanza riuscito malgrado l’errore nel porre nella pasta e nel preparato lo zucchero al posto del sale (i barattoli che ha comprato il mio compagno di appartamento sono gli stessi xD)
Piccolo excursus: il mandarino è la lingua ufficiale parlata da tutti in Cina, il pǔtōnghuà, in caratteri 普通话, che ricordiamo essere la prima lingua più parlata al mondo… Ci sono vari dialetti in Cina che sono vere e proprie lingue, molto differenti dal mandarino: Io studierò il mandarino e più avanti vi spiegherò meglio come funziona il sistema di scrittura e di pronuncia.
Posso anticipare comunque che nel mandarino ci sono 4 toni:
mā primo tono
má secondo tono
mǎ tenzo tono
mà quarto tono
ma tono neutro
Quindi attenzione a come si pronuncia la parola che potreste dire “cavallo” al posto di “madre” ahahah
Inserisco qui un piccolo frasario, diciamo uno STEP 1 del mio ancora povero vocabolario cinese:
wǒ = Io
nǐ = Tu
hěn = Molto
hǎo = Bene
yě = Anche
tutto questo per dire per esempio:
nǐ hǎo ma ?= Tu bene [domanda]? = Come stai?
wǒ hěn hǎo = Io molto bene = Tutto ok
nǐ ne ?= Tu [domanda]? = E tu?
wǒ yě hěn hǎo = Io anche molto bene = Anche io sto bene
Alla prossima ![]()
SHENZHEN
深圳 2011年11月26日
È d’obbligo conoscere e sperimentare nuove cose, nuovi gusti e nuovi sapori.
Conoscere per apprezzare, per discernere, per imparare.
Sono disposto a provare qualsiasi pietanza, qualsiasi salsa e qualsiasi condimento ma non posso avvicinarmi a ossa e frattaglie in generale.
H 13, proviamo un nuovo ristorante… cucina cantonese per eccellenza. Pranzo tranquillo e comodo con i colleghi; abbiam appena terminato un progetto, la mia prima consegna, e dovevamo celebrarlo.
Locale accogliente con parvenza kitch, colori sgargianti rosso fuoco ed oro. Io opto per un piatto di gamberi con wasabi, le colleghe per un piatto di carne di maiale e Pietro, mio coinquilino e collega, per un piatto di pollo misterioso.
Arrivano i piatti ed hanno tutti un bell’aspetto; i miei gamberi non solo avevano una bella parvenza ma anche un buonissimo sapore peccato che avevano tutti buccia e zampe e toglierle con le bacchette mi è sembrata impresa assai ardua. La cosa più divertente del pranzo è stata la faccia del mio coinquilino quando ha provato il primo boccone del suo piatto: “ma cos’è?!” e lì scopriamo con stupore che quella parte misteriosa del pollo non erano altro che rotule…ebbene sì, un piatto intero di “Ginocchia di pollo” xDD. Non era il sapore ad essere insopportabile, anzi..molto saporito da quel punto di vista. La cosa più odiosa era la consistenza cartilaginea che mi dava i brividi solo a sentire “scrocchiare” le pepite di pollo sotto i denti.
La sera scorsa abbiam fatto conoscere l’italianità alle due nostre colleghe cinesi, una bella cena nostrana con tanto di musica di bandiera. Direi che hanno apprezzato ![]()
“Mattina successiva” H 13 visita al distretto di Luohu 羅湖, molto famoso a Shenzhen per essere il mercato di falsi al coperto più grande e conosciuto. Il mercato trovandosi davanti al porto, come a voler sottolineare con un “欢迎光临 – huān yíng guāng lín”( il benvenuto Cinese che si sente in tutti i locali), rappresenta un invito al consumismo economico per la vicinissima Hong Kong dalla quale giornalmente espatriano centinaia di persone a caccia dell’affare più ghiotto. Luogo molto alienante, atteggiamenti e malie simili a quelle dei venditori del suq de Il Cairo ma il tutto in un edificio elegante con vetri, marmi e persone come formiche brulicanti. Non dovevo comprare nulla, ma alla fine ha prevalso la mia parte volubile e i buoni intenti di andar lì solo per dare un’occhiata si sono volatilizzati. Sono tornato a casa con un bel bottino: Trolley della Carpisa nero ultraleggero in policarbonato (130 euro)+ Orologio “Monaco vintage” Taghueuer (9600 euro), pantaloni Abercrombie (130 euro) e scheda di memoria da 32GB (38 euro)…il tutto per 500 Yuan ovvero 58.82 Euro. Come i nostri centri commerciali, anche questo è un luogo “Succhiasangue” o “Vampiro“.
Contrattare qui è il verbo più sfruttato e le mie esperienze nei mercati di Shanghai mi hanno sicuramente aiutato ad affrontare questa realtà cantonese.
Alla prossima ![]()
SHENZHEN
深圳 2011年12月1日
Molto spesso sento fortemente la mancanza della mia famiglia, dei miei amici e della mia vita. Capisco che una video chiamata da skype non comunichi troppo calore, comunque sia rimane il mio principale mezzo di comunicazione con l’Italia, la Spagna e l’Argentina.
Le cene si alternano tra pasta, secondi piatti e tortilla de patatas. Dopo una megaspesa da Carrefour (che sfoggia diversi scaffali di cibo nostrano) mi sono fermato a cena da Pizza Hut (carissimo per gli standard cinesi e per i miei anche…100元 per una pizza..); dall’esterno non si vedeva nessun cliente, la fame imperversava e così sono entrato. Mi hanno accolto delle cameriere vestite come folletti di babbo natale; pantaloni alla zuava beige, gilet scozzese e cappellino natalizio. Queste piccole cose mi fanno capire come il concetto di “Natale” non sia altro che un palese gesto di uniformarsi all’occidente senza pensare alla simbologia o alla tradizione (L’albero natalizio a Coco Park è nella sua attuale posizione nella piazza da inizio ottobre…). Ovviamente non posso farmi paladino dell’idea del Natale dato che anche per noi è diventato, salvo in pochi casi, un fruttuoso periodo di spinta consumistica.
Partita l’amica italiana ho avuto modo di incontrare con Pietro un varesino giunto a SZ per lavoro e con lui siamo andati a mangiare in un ristorante spagnolo (non male…) in zona “Sea world”. Questo quartiere è molto particolare e a mio avviso è molto più divertente del tanto gettonato “Coco park” per uscire la sera. Tutto addobbato con tinte natalizie la piazza sfoggiava una grande scritta luccicante e tanti, veramente TANTI neon. Lo scenario divertente e kitch era coronato dalla collocazione di una nave enorme alloggiata in un mare di cemento e utilizzata come locale per feste e ristoranti. Dalla “Prua” si poteva vedere uno dei tanti cantieri aperti e attivi anche di notte (uno dei motivi per il quale in Cina sfoggia un vasto ventaglio di opportunità costruttive). Uscire la sera qui è molto economico, vantaggiose le offerte dei drink cumulativi: 30元 un cocktail e 100元 cinque cocktail… forse c’è l’intento di ubriacare clienti per ottenere più guadagno? Ahahah furbi questi cinesi! Come è furbo per esempio collocare DOPO le casse del supermarket un percorso obbligatorio con decine di vetrine eleganti e ammalianti che conducono ad un’ulteriore cassa prima di uscire.
Ho percorso l’intero isolato della zona dove vivo, 香梅北 Xiang Mei North, alla ricerca di un parco da vedere e fotografare senza alcun risultato. Dopo 2 ore di camminata ho scoperto una pista Go Kart e un parco giochi ma di quello che cercavo nessuna traccia… Ho trovato un Golf club con l’edificio d’entrata decorato con un miscuglio sregolato tra stile bavarese e barocco francese.
Una delle zone più strane e alienanti di Shenzhen è senza dubbio “Window of the world” che come suggerisce il nome pretende di essere una vera e propria finestra sul mondo. Parco a tema per bambini principalmente, dove si possono ammirare le cariatidi accanto alle statue di Siva, colonne corinzie accando a maschere cinesi e più scenografico di tutti, l’accostamento bislacco della Tour Eiffel con i sarcofagi egizi.
Questa è la zona dei grandi Hotel di lusso, come il “Crown plaza” che vanta tra i vari optional la presenza di due robot gondolieri che salutano i clienti all’ingresso e tutta la Hall dipinta ed allestita per somigliare alla bell’e meglio ad un quartiere della serenissima.
Oggi tutto lo staff dello studio si è letteralmente “Imbucato” ad un’inaugurazione di un’impresa adiacente al ristorante dove siamo soliti mangiare Noodles. Abbiamo realizzato la ristrettezza dell’evento nel momento in cui dopo aver preso il caffè, i succhi di frutta ed i dolcetti mi sono avvicinato alla lista per ricevere i cataloghi e mi hanno chiesto il nome per cercarlo nell’elenco aahahahahah. Facendo molto i vaghi ce la siamo squagliata di corsa; è stato divertentissimo…perfetto “italian style” abbastanza sconosciuto a questi simpatici e bizzarri orientali ![]()
Alla prossima ![]()
SHENZHEN
深圳 2011年12月5日
È stato come immergersi nel passato e contemporaneamente mettere piede in una realtà alternativa: una gita a Huizhou con lo studio per l’inaugurazione di un Hotel nella periferia di Shenzhen mi ha permesso di vedere e vivere tutto un altro mondo. La coesistenza di un edificio moderno, dalla facciata accattivante e delle torri molto fatiscenti dove alla base, al posto di esservi piazze disegnate e studiate, vi erano discariche e rottami dove le galline erano freneticamente alla ricerca di qualsiasi forma commestibile di alimento. Bambini che giocavano a nascondino nella spazzatura mezzi nudi e cani randagi. Per fotografare la facciata dell’albergo quasi venivo investito attraversando la strada sulle strisce pedonali per poter raggiungere l’altra sponda della via principale; sembra usanza diffusa suonare il clacson per nulla, solo per puro divertimento.
Siamo rimasti fino all’inaugurazione (dimenticandomi anche della povera Kiki, mia professoressa di Cinese, che era arrivata puntuale alle 7 a casa per le lezioni) e per fortuna dopo una giornata dura di lavoro abbiam avuto la possibilità di svagarci nel “KTV” interno all’hotel; un piano intero dell’edificio era totalmente occupato da un Karaoke! Così abbiam cantato bevendo birra e mangiando frutta…
Ho scoperto che vicino il nostro studio c’è un parco molto bello, enorme e pittoresco; l’unica pecca è che tutte le costruzioni tradizionali che sono disseminate nella vegetazione con maestria non sono altro che finti reperti (Shenzhen è una città nuova…) ma comunque molto interessante per passarvi un pomeriggio preferibilmente assolato.
La sera partendo in macchina con l’autista verso le 10 siamo tornati a Huizhou per supervisionare altri siti per due progetti con i committenti. Il tragitto è di circa 2 ore ma lo smarrimento dell’autista ha sfavorito la tempistica e così siamo arrivati all’albergo per pernottare circa all’1.30. La sveglia era alle 7 (-.-). L’albergo era senza infamia e senza lode. I contro: rifiniture pessime, hall un poco scadente, toilette interna alla stanza diciamo ”non confortevole”, letti come tavole di legno; I pro: praticamente affacciato sul mare, sulla sabbia a 30 metri dalla riva. E’ la prima volta qui nel Guangdong 广东 che ho la possibilità di vedere il mare. Al mattino la spiaggia sorprendentemente era popolata da moltissime persone che facevano ginnastica salutando il sole.
È tradizione di buon auspicio portare gli ospiti e le persone importanti in visita ad un tempio per pregare e ricevere una benedizione, così i committenti ci han portato in un tempio Buddhista sperduto tra le campagne alle pendici del monte. Era un vero e proprio santuario, abbastanza esteso, dai colori sgargianti, le statue dorate e dal profondo odore di incenso e frutta; le offerte alla divinità erano giganti pompelmi e ordinari mandarini che in onore alla nostra visita abbiamo consumato assieme ad un tè grigio fortissimo e dei bonbon che avevano la stessa consistenza del marmo. La tradizione vuole che a concludere ogni incontro importante ci siano dei fuochi d’artificio e dei “botti” così andandocene hanno fatto esplodere dei petardi assordanti proprio sopra la nostra macchina quando stavamo andando via.
L’edificio che ci hanno commissionato è un albergo 4 stelle con superficie di base 25m x 600m…un mostro a mio avviso, ma fortunatamente distribuito solo su due piani (cosa che comunque in Italia non sarebbe permessa per via del vincolo paesaggistico e soprattutto perché sarebbe da costruire COMPLETAMENTE sulla sabbia).
La committenza ci ha portati a pranzo in un posto che dall’esterno assomigliava molto ad un accampamento nomadi e che anche all’interno non ha deluso le aspettative: i tavoli erano apparecchiati in modo estremamente spartano utilizzando come tovaglia una busta rosa della spazzatura. Prima di entrare mi è stato detto, evidentemente a seguito della mia e di Pietro espressione sbigottita, che era tipica cucina marinara cantonese e che “più mosche aveva il ristorante e più era sintomo di prelibatezza”… ho tralasciato di commentare quest’ultima frase… però devo ammettere che il cibo, tranne una zuppa sinistra di pesce, era abbastanza buono.
Ultimo appuntamento con la natura della giornata è stato il sopralluogo al sito di costruzione di una diga nel mezzo del paesaggio spettacolare montano di Huizhou. Non condivido l’idea di progetto ma comunque è stata una bella gita anche se alquanto avventurosa (la macchina con l’autista da 7 posti che usavamo non era esattamente un 4×4 e ci siamo incagliati diverse volte decidendo poi di farcela a piedi quasi fino alla cima).
Tra una cascata, un paesaggio vertiginoso, un granchio che camminava sul bagnasciuga con le chele al cielo e un mare dai marosi carichi di salsedine ho avuto la possibilità, seppur per breve tempo, di respirare la bellezza della natura qui nel profondo sud della Cina.
SHENZHEN
深圳 2011年12月15日
Si potrebbe mai pianificare di festeggiare il proprio compleanno con amicizie nuove, posto nuovo e nuova lingua? A me è successo proprio così qui a Shenzhen il 6 dicembre. Dopo un pranzo di cucina cantonese offerto dai colleghi di lavoro abbiam cenato in un ristorante etnico e brindato allegramente al 38esimo piano dell’Hyatt hotel; posto spettacolare con vista mozzafiato notturna della città, interni curati e studiati con la componente eccentrico/pacatamente kitch di un “camino lineare” con fiammelle di 30 cm di altezza proprio accanto alle poltrone. Anche qui è giunto il freddo e è soprattutto in casa che si sente perché non abbiamo riscaldamenti e sfortunatamente i climatizzatori che possediamo non assolvono la funzione di caloriferi. Ho ricevuto un regalo molto particolare dall’Argentina, ancora una volte testimone del fatto che le distanze possono anche non esistere. Fino al 20 di gennaio il quartiere OCT del mio ufficio ospita la “Biennale di architettura” (per chi fosse interessato QUI il link delle foto che ho fatto), evento fantastico che attira moltissimi turisti da tutta la Cina e non solo. Se prima era abbastanza raro incontrare sguardi non a mandorla, in questo periodo SZ pullula di Occidentali. Più che le novità tecnologiche/architettoniche ho apprezzato la potenza poetica di alcune installazioni artistiche che ho amenamente fotografato e conservato nel mio Hard disk. Per la sera era organizzata dal mio capo una cena di lavoro, una cena “tradizionale” la così detta “Hot pot”, 火鍋, huǒ guō: un modo di cucinare antichissimo (più di 1000 anni) che consiste nel far bollire in una pentola dell’acqua con verdure e alcune spezie e durante la cena si immergono le pietanze fino al punto di cottura desiderato; ci hanno servito diverse fiamminghe con “polpette” di carne di maiale, manzo, pollo, ma senza dubbio quelle che hanno più soddisfatto le mie papille gustative sono state le polpette di gamberi… Il problema è che le ultime cose cucinate hanno il sapore di tutto ahahaha (comprese le verdure che sono immerse nel liquido). C’era luna piena il 10 dicembre scorso e dalle 10:00 ora locale è iniziata l’eclissi lunare: spettacolare il colore del satellite e la sua corona rossastra che cedeva il primato alle tenebre annichilendosi per poco più di un quarto d’ora. Da buon italiani abbiam portato lo staff dello studio all’”Italian party” dove avrebbero servito salumi, affettati, vino nostrano e altre prelibatezze a basso prezzo….peccato l’aver sbagliato la data e aver posticipato il giorno! Ajaj La nostra insegnante di cinese Kiki deve partire per Shanghai a breve quindi abbiamo una nuova professoressa di mandarino: Fairy…questa lingua mi affascina sempre di più e strano ma vero riesco a non confonderla affatto col Giapponese! (così non vanifico un anno di studio di lingua nipponica). Una gita sabato ci ha portato alla scoperta di un mercato molto particolare nella zona di Futian, Huaqiang North per l’esattezza. Sembra un edificio qualunque dall’esterno, un comune ingresso ad un mercato rionale coperto con piccole e varie entrate e un marasma di gente che viene e va ma all’interno tutto si trasforma in una confusione affascinante di odori, tessuti, abiti di marca falsi, valigie, trolley, telefoni; un dedalo che non ha fine né insegne, si riconosce solo di essere passati davanti ad una vetrina particolare o il sorriso furbo di qualche abile venditore che lancia sguardi di complicità.
La prossima volta vi racconterò di una notte folle ad Hong Kong
SHENZHEN
深圳 2011年12月19日
Hong Kong è fervore, mélange di culture, neon accecanti e tanto rumore. Sono partito da Shenzhen con una mia collega e passando per Huánggāng sono approdato nel “Porto profumato” 香港, Xiānggǎng (nome cinese di HK); praticamente ho percorso a ritroso il mio viaggio di arrivo a SZ il 12 novembre scorso. Andare a HK non è stata solo una bellissima esperienza ma anche la testimonianza del fatto che ora finalmente posseggo un Visto di tipo Z attivo e sono ufficialmente autorizzato ad uscire ed entrare dalla Cina quando lo desidero (lusso non da poco direi…HK è considerata “fuori” dalla Cina).
Il pretesto per visitare questa enigmatica città è stata una festa di Yves Saint Laurent a cui la mia amica e collega Mary era stata invitata ed io l’ho felicemente accompagnata. Dopo molti prosecchi e poche “tapas” urgeva il bisogno di gettare qualcosa di solido nello stomaco così ci siam diretti verso un bar di un amico di Mary e lì, accompagnati da un discreto Chardonnay, ci siam presi una specialità Tibetana molto delicata(Dumpling di carne di maiale).
Salutata la mia amica non dovevo fare altro che avventurarmi nella metro labirintica di HK e raggiungere il mio amico Ángel con cui avevo appuntamento sotto un grande cartellone pubblicitario; la cosa sembrava semplice ma non lo era per la concomitanza di diversi fattori:
1) Il mio telefonino con numero Cinese (+86…) ad HK non funzionava perché posseggono un altro prefisso (+85…) e non è possibile effettuare chiamate con numero del Mainland.
2) Lo stato alcolico in cui verteva il mio corpo era a livelli ancora controllabili ma poco conforme alla concentrazione che richiede l’affrontare una nuova città.
Arrivato a destinazione, non vedendo Ángel mi è venuto istintivo fermare delle persone per chiedere loro una chiamata in prestito; la prima ragazza mi risponde spaventatissima che non ce l’aveva…la seconda molto carinamente mi fa chiamare e ricambia il mio “xièxie” con un bel sorriso. Incontrato Ángel ci dirigiamo alla scoperta di HK by night. È stato molto strano uscire in territorio cinese e sentir parlare solo spagnolo…ma a me, come molte persone sanno, questa lingua fa impazzire e avere la possibilità di passare del tempo e conoscere colombiani, venezuelani, latini in generale e spagnoli mi fa apprezzare sempre di più quest’idioma. Era insolito passeggiare per l’arteria principale dei locali e vedere la comitiva di Ángel salutare una media di 5 persone ogni 5 metri…sembrava di essere in un paesino con la piazzetta principale dove tutti si riuniscono ![]()
Ho percorso una parte della scala mobile più lunga del mondo, ballato/bevuto in uno dei locali latini e preso l’autobus “London style” a due piani tipico di questa città.
Mi sono rimaste nel portafogli le banconote plastificate da 10Dollari HK e le caratteristiche monetine a fiore di 2 e 20cents.
Dopo aver pernottato a casa del mio amico per tornare a SZ c’ho messo 1 ora e 45 minuti… 3 metro a HK e 2 metro a SZ passando questa volta per Luohu 罗湖 (Lo Wu 羅湖 in Cantonese). Ebbene sì la lingua di HK è diversa da quella di SZ: nella prima si parla “Cantonese” e nella seconda “Mandarino”. Dal punto di vista scritto utilizzano lo stesso sistema di scrittura anche se il cantonese si avvale dei caratteri tradizionali mentre il mandarino utilizza il sistema semplificato:
門 carattere tradizionale, 门 carattere semplificato= mén pronuncia mandarino, muhn pronuncia cantonese….un dialetto ma proprio un’altra lingua, basti pensare al fatto che una persona parlante mandarino senza le conoscenze di cantonese NON può comunicare con un cinese del sud.
Il mandarino come già detto possiede 4 toni mentre il cantonese ne possiede 7; prendo in prestito la citazione di Wikipedia: “Il cantonese mantiene molti suoni al termine della sillaba che il mandarino ha perso o fuso insieme. Per esempio i caratteri (裔,屹,藝,艾,憶,譯,懿,誼,肄,翳,邑,佚) sono tutti pronunciati “yi4″ in mandarino, ma sono tutti differenti in cantonese (rispettivamente: jeoi6, ngat6, ngai6, ngaai6, yik1, yik6, yi3, yi4, si3, ai3, yap1 e yat6).”
Un saluto e alla prossima ![]()
Ps: In foto il grattacielo “KK100” inaugurato ieri a SZ in versione notturna.







un’ottima idea!!
roberta
Ciao!! interessante il tuo blog.. e soprattutto meravigliosa la tua avventura!!! complimenti! il 26 dicembre verrò proprio a Shenzhen con due amici! La Cina è da sempre un mio sogno che quest’anno finalmente si realizza! hai qualche dritta da darmi? qualche posto da non perdere? nel web non si trovano moltissime notizie.. vivendoci magari mi puoi aiutare! grazie!!!
Silvia
Ciao Silvia! contattami via mail in privato
nickghinu@hotmail.it
Un saluto!